Le estati italiane si sono allungate e intensificate. La conseguenza diretta è un aumento dei consumi elettrici per il raffrescamento, con picchi di domanda concentrati nelle ore pomeridiane dei mesi estivi.

Ridurre il caldo in casa senza accendere il condizionatore: cosa funziona davveroRidurre il caldo in casa senza accendere il condizionatore: cosa funziona davvero

Prima di aumentare la potenza del condizionatore vale la pena capire da dove entra il calore, perché in molte abitazioni la maggior parte del problema si risolve senza impianti.

Il calore entra soprattutto dai vetri

La prima cosa da chiarire è la gerarchia. In un'abitazione con murature ragionevoli, l'ingresso di calore estivo avviene in misura prevalente attraverso le superfici vetrate.

La ragione è fisica: il vetro è trasparente alla radiazione solare in ingresso e opaco alla radiazione infrarossa riemessa dalle superfici interne che si sono scaldate. È il principio della serra, e funziona anche quando non lo si desidera.

Una finestra esposta a ovest in una giornata estiva può introdurre una quantità di calore paragonabile a quella di una stufa accesa. Questo spiega perché ambienti con murature ben isolate ma ampie vetrate non schermate si surriscaldino comunque.

Schermare fuori è molto meglio che schermare dentro

Il punto tecnico più importante e meno noto riguarda la posizione della schermatura.

Una tenda interna blocca la radiazione dopo che ha attraversato il vetro. Il calore è già entrato nell'ambiente, e la tenda stessa si scalda e lo irradia all'interno.

Una schermatura esterna intercetta la radiazione prima del vetro. Il calore assorbito viene disperso all'esterno dalla ventilazione naturale.

La differenza di efficacia tra le due soluzioni è sostanziale, e questo spiega perché nelle regioni mediterranee la tradizione costruttiva abbia sempre privilegiato persiane, scuri e tende esterne.

Le soluzioni disponibili oggi comprendono tende a bracci estensibili, tende verticali a caduta, sistemi frangisole e coperture come pergole e strutture bioclimatiche. Aziende specializzate come Di Marco tende, attive nel settore da diversi decenni, dimensionano questi sistemi in funzione dell'esposizione, che è la variabile determinante nella scelta.

L'orientamento cambia la soluzione

Non tutte le esposizioni hanno lo stesso problema, e usare la stessa soluzione ovunque è inefficiente.

Le finestre a sud ricevono il sole alto nelle ore centrali. Sono le più semplici da schermare: una sporgenza orizzontale, un aggetto o una tenda a bracci blocca il sole estivo lasciando entrare quello invernale, che è più basso.

Le finestre a ovest sono le più problematiche. Il sole pomeridiano è basso e penetra profondamente nella stanza, nelle ore in cui la temperatura esterna è già al massimo. Richiedono schermature verticali capaci di scendere fino in basso.

Le finestre a est hanno un problema simile ma al mattino, quando le temperature sono ancora contenute, quindi meno critico.

Le finestre a nord ricevono radiazione diffusa e raramente richiedono schermatura per motivi termici.

La ventilazione notturna

Il secondo strumento a costo zero è lo sfruttamento dell'escursione termica.

Nella maggior parte del territorio italiano la temperatura notturna scende significativamente rispetto a quella diurna. Aprire le finestre nelle ore notturne e chiuderle al mattino presto raffredda la massa dell'edificio, che poi assorbe calore durante il giorno.

L'efficacia dipende dall'inerzia termica della costruzione. Gli edifici storici con murature spesse traggono grande beneficio da questa pratica. Le costruzioni leggere molto meno.

Per funzionare la ventilazione deve essere incrociata, cioè con aperture su lati opposti che generino un flusso. Una sola finestra aperta produce ricambio limitato.

Gli apporti interni

Una parte del calore non entra: si produce dentro.

Elettrodomestici, illuminazione, apparecchi elettronici e le persone stesse generano calore. In un appartamento di dimensioni contenute questo contributo non è trascurabile.

Gli accorgimenti utili sono elementari: cucinare nelle ore fresche quando possibile, sostituire eventuali lampade a incandescenza residue, spegnere gli apparecchi in stand by, evitare di asciugare il bucato in ambienti chiusi.

Quando il condizionatore serve comunque

Nulla di quanto detto sostituisce il raffrescamento attivo in tutte le situazioni. In alcune zone climatiche e per alcune categorie di persone è necessario.

Le schermature però riducono il carico termico da smaltire, quindi permettono di dimensionare l'impianto più piccolo e di farlo lavorare meno.

Un impianto che lavora al di sotto della propria potenza massima consuma meno, dura di più ed è più silenzioso. Il risparmio si misura sull'intera vita dell'impianto, non solo sulla bolletta della stagione.

L'ordine corretto degli interventi

La sequenza che produce i risultati migliori è sempre la stessa: prima ridurre gli ingressi di calore, poi sfruttare la ventilazione naturale, poi limitare gli apporti interni, infine dimensionare l'impianto sul carico residuo.

Partire dall'impianto significa dimensionarlo su un carico che si sarebbe potuto dimezzare, e pagarne il consumo per tutti gli anni successivi.