Cosa è il Digital Divide?
Cosa è il Digital Divide?

Il digital divide noto anche come divario digitale è il divario presente tra coloro che hanno accesso alle tecnologie e coloro che ne sono esclusi interamente o parzialmente per ragioni differenti: condizioni economiche, istruzione, infrastrutture, differenze di sesso ed età, provenienza geografica e appartenenza a gruppi etnici differenti. Il divario digitale può essere analizzato sia all’interno di un paese sia a livello globale.

Quando nasce il digital divide

Dal 1992 al 2002 il numero di utilizzatori di internet è vertiginosamente cresciuto, passando dai 2 milioni agli oltre 580 in meno di dieci anni, incrementando notevolmente il numero di utenti abituali negli Stati Uniti che in quell’ultimo totalizzavano 166 milioni di utilizzatori, lasciando i restanti 414 a dividersi il resto del mondo.

Rappresentando la culla della definizione digital divide, gli Stati sono da sempre attivi nella tutela del diritto all’informazione trasformando la questione in una vera e propria priorità internazionale di organi, governi e aziende.

Le cause di questo divario sono principalmente di natura socioeconomica considerata l’impossibilità di accedere non solo alle tecnologie delle’informazione ma anche all’acquisto di un pc da parte di alcune fasce di popolazione nei paesi in via di sviluppo. Esiste tuttavia un importante fattore dato dall’analfabetismo informatico dilagante in numerosi stati, che interessa una grossa fetta di utenti, a partire da un uso inconsapevole del computer fino alla scarsa conoscenza delle potenzialità di internet.

La nascita dell’espressione digital divide

Quest’espressione nasce durante la presidenza di Clinton, 1993-2001, proprio nella sua amministrazione per indicare la differenza nelle possibilità di accesso ai servizi telematici tra la popolazione americana. Attualmente l’espressione è diffusa a livello mondiale e indica la la consapevolezza globale di una problematica di accesso ai mezzi di informazione e comunicazione da parte di determinate aree geografiche o fasce di popolazione.

Come si manifesta il digital divide

Il digital divide può manifestarsi a livello locale, nazionale e globale, le cause possono essere molte e diverse tra loro. Le problematiche derivano da ragioni tecnologiche, educativo-didattiche ed economiche.

A livello globale determinano la disparità nell’accesso alle tecnologie principalmente le condizioni economiche: escluse alcune nazioni asiatiche, che producono tecnologie a basso costo per i mercati occidentali, i paesi più poveri da un lato non hanno i fondi necessari per l’acquisto di infrastrutture informatiche e alla loro interconnessione, dall’altro mancano di strutture e programmi didattici in grado di formare le popolazioni all’uso o alla produzione di nuove tecnologie. D’altronde il digital divide è uno dei problemi minori che hanno i paesi più poveri, molto più preoccupati dalle malattie e dalla fame di cui purtroppo soffrono.

A livello nazionale la causa delle disparità sta nelle condizioni socioeconomiche di regioni diverse di una stessa nazione, sia dall’esistenza di zone troppo remote, isolate o anche difficili da raggiungere per rappresentare un investimento sostenibile per le compagnie addette alle telecomunicazioni. A livello locale le già menzionate cause geografiche possono portare a vere e proprie zone d’ombra nella copertura di area, spesso difficilmente raggiunte dai segnali radiotelevisivi e/o dalle reti cellulari. Un’altra causa di disparità digitale è data anche dalla questione anagrafica: molto spesso le persone più agè non hanno una grande dimestichezza con il computer al contrario dei nativi digitali (termine con cui si indicano le generazioni nate postume all’avvento della tecnologia), che sono in grado di adattarsi e districarsi all’interno delle più varie e ostiche tecnologie. In questo caso però il digital divide non è inteso come possibilità di accedere alle tecnologie quanto piuttosto di capacità.

Le soluzioni per diminuire il digital divide

Le soluzioni proposte al digital divide si orientano in parte sulla ricerca di interventi tecnologici idonei: nelle zone più povere la scommessa è sulla diffusione di tecnologie a bassissimo costo e di connettività condivisa, così da attivare un circolo virtuoso educazione-crescita in grado di migliorare le prospettive di vita delle nuove generazioni. La possibilità di interconnettere zone distanti diversi km tramite radiofrequenze e a costi contenuti offerta da tecnologie in via di diffusione (Wi-Max) rappresenta una concreta possibilità di riempire e colmare il divario digitale in paesi disomogeneamente informatizzati.

Il digital divide è ancora oggi uno dei grandi interrogativi dell’economia mondiale potendo rappresentare il fattore determinante per il completo decadimento dei paesi meno avanzati economicamente. La diffusione della banda larga nei paesi in via di sviluppo è impedita dagli elevati costi di investimento necessari a cablare un’area così ampia. Il mancato accesso all’informazione rappresenta di fatto un importante vincolo che tiene i paesi attualmente esclusi al di fuori dei processi di innovazione e di compravendita di beni immateriali.

Le soluzioni proposte per il superamento del divario digitale sono le tecnologie senza fili (HiperLan, Wi-Max, HSDPA) e la fibra ottica mediante posa in minitrincea, tecnologie a basso costo e dall’impatto socioambientale molto basso.