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BONDI A SAVIANO: Eviti il demone della politicizzazione sul processo breve
23 novembre 2009 ore 12:28
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"Lei, caro Saviano, e’ onesto ed entusiasta. E penso che sia stato proprio questo sincero entusiasmo a spingerla a proporre una sorta di petizione sul quotidiano ’La Repubblica’ contro il decreto legge per il cosiddetto processo breve. 


Credo assolutamente nella sua buona fede e nella sua volonta’ di fare qualcosa di buono per il Paese, e rispetto le sue idee anche se possono essere diverse dalle mie. Ma vorrei, proprio per questo, rivolgermi a lei chiedendole se non ritiene possibile trovare nuove vie di espressione rispetto alla propensione degli intellettuali italiani a farsi partito e farsi impadronire dal demone della politicizzazione e della partitizzazione della cultura".


Lo scrive il ministro dei Beni culturali e coordinatore del Pdl, Sandro Bondi, in una lettera allo scrittore pubblicata sul quotidiano ’La Repubblica’ diretto da Ezio Mauro. "Quando l’ho ascoltata parlare di cultura in televisione, ho avuto la speranza che lei si distaccasse dall’approccio dell’intellettuale militante che nella storia del nostro Paese ha tradito la missione della cultura e spesso e’ diventato intolleranza ideologica verso gli stessi intellettuali non irreggimentati. La prego non tradisca la speranza che ha suscitato. Non diventi anche Lei uno dei tanti scrittori che si identificano di fatto con una parte politica, anche se non e’ la sua intenzione. Uno dei tanti intellettuali che finiscono per presumere di dare voce all’Italia civile contro l’Italia corrotta e incolta. Perche’ lei per primo sa che non e’ cosi’, che la realta’, anche quella del Mezzogiorno, e’ molto piu’ complessa e sfumata, non riducibile a semplificazioni politiche di comodo.
 

L’Italia sara’ capace di diventare un Paese moderno e civile, innanzitutto se cessera’ una guerra civile strisciante, se verranno meno le divisioni politiche artificiose, per lasciare posto al dialogo, all’ascolto, alla concordia e alla collaborazione fra tutte le persone di buona volonta’, che si trovano in egual misura in tutte le forze politiche. Per questo vorrei invitarla a non abbandonare il suo impegno civile e culturale tanto piu’ limpido e ascoltato quanto piu’ alieno da pregiudizi ideologici, e di costruire insieme un linguaggio nuovo, una nuova disposizione d’animo, il superamento di vecchie barriere che sono il primo ostacolo ad affrontare quei mali che lei combatte con tanta forza e dignita’".