"Abbiamo la necessita’ di edificare strutture penitenziarie in ogni parte d’ Italia e abbiamo concretamente avviato questa strada perche’ pensiamo sia l’ unica per realizzare l’ obiettivo dei circuiti differenziati: non c’ e’ motivo che i detenuti a bassa pericolosita’ siano ristretti come quelli ad alta pericolosita’. Con le attuali strutture tutto cio’ non e’ possibile". Cosi’ si è espresso il ministro della Giustizia Angelino Alfano che ha spiegato l’ obiettivo del piano carceri approvato dal Consiglio dei Ministri. "La realizzazione di nuove strutture, che non rispondera’ ai canoni di edificazione di bastioni ottocenteschi potra’ aprire la via alla realizzazione dei circuiti differenziati per fare in modo che a ciascun detenuto sia attribuita una modalita’ di espiazione della pena confacente alla suo grado di pericolosita’ per la societa’ "
Alfano ha osservato che i nuovi penitenziari accoglieranno in modo regolare oltre 60mila detenuti (attualmente i posti regolamentari sono 43mila). L’ultimo dato parla di 58.200 detenuti in Italia e il piano approvato in Cdm "permette di stare al passo con i tempi, di rispondere alle urgenze che causano un aumento dei detenuti e di salvaguardare sempre la dignita’ dei detenuti".
Il nostro Guardasigilli ha spiegato che i nuovi edifici dovranno essere "eco-compatibili, cioe’ a emissioni zero" mentre le risorse per finanziare il piano potranno essere reperite per tre canali: "La cassa delle ammende - la corsia preferenziale che consente l’accesso ai fondi previsti dal decreto anticrisi - e il ricorso a finanziamenti privati come accade in tanti paesi occidentali attraverso lo strumento del ’project financing’. uesta strada e’ stata battuta anche in passato ma non e’ stato centrato l’obiettivo. Sottoporremo all’attenzione degli imprenditori italiani questa opzione e lo faremo con maggiore concretezza quando il piano sara’ redatto".
23/1/2009