"Non ci saranno mai riforme credibili della giustizia se il titolare del potere di riforma, cioe’ il Parlamento, non recupera la propria liberta’ e con essa le proprie prerogative". Lo ha affermato Osvaldo Napoli, vice presidente dei deputati del Pdl, facendo riferimento alla reitroduzione dell’immunita’ parlamentare. "Tutti i tentativi fin qui compiuti, a cominciare dal decreto Conso del 1993 sono stati frustrati dal potere di veto della magistratura, unica al mondo a godere di un potere simile nei confronti di governo e Parlamento. In Italia i magistrati lavorano e operano ’legibus solutis’, godendo del privilegio di irresponsabilita’ che in qualsiasi altro angolo della terra viene riconosciuto soltanto a capi di Stato e di governo. L’anomalia italiana e’ racchiusa tutta nella patologia abnorme cresciuta a seguito delle inchieste di Mani pulite. Il Parlamento deve imboccare la via maestra del ripristino delle guarentigie parlamentari, a cominciare dall’art. 68 della Costituzione che stabiliva l’immunita’ per deputati e senatori. Con la nota di censura, poi in parte smentita dal suo vicepresidente Nicola Mancino, il Csm si e’ comportato con il governo come un contropotere. Un comportamento non molto diverso dall’attentato contro le liberta’ repubblicane e la democrazia. A 24 ore di distanza dall’incontro di Mancino al Quirinale con il presidente della Repubblica, ci accorgiamo che i chiarimenti forniti sono ampiamente insufficienti e inadeguati per riparare al vero e proprio sbrego costituzionale, l’ennesimo, consumato dal Csm".
23/6/2008