Comi: Contratto a tempo indeterminato dopo un periodo di formazione

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“Bisogna rimarcare l’importanza di un rapporto a tempo indeterminato. Perché la stabilità è un fattore che migliora la qualità della vita del lavoratore. Ma il contratto senza termini di scadenza non deve togliere  nulla alla flessibilità.

Perché passare da un’azienda all’altra è un arricchimento della propria esperienza personale e un fattore di crescita. Per i giovani ritengo che il modo migliore per avvicinarsi al mondo del lavoro debba passare da un primo periodo caratterizzato da un  contratto  a tempo determinato, stage, formazione, apprendistato. Certamente va disboscata la giungla della cinquantina di forme contrattuali oggi vigenti, un numero eccessivo. Ma dall’anticamera bisogna poi uscire. E i giovani hanno ragione a denunciare percorsi accidentati, una gimcana della precarizzazione che non può diventare cronica. Non farebbe bene a nessuno”. Lo ha affermato l’europarlamentare del pdl Lara Comi in merito a quanto affermato dal premier Monti.
“Non dimentichiamoci  che il testo della lettera della Bce inviata al governo in agosto, a firma Draghi e Trichet, chiedeva una accurata revisione delle norme che regolano l’assunzione e il licenziamento dei dipendenti.  E non dimentichiamo che il miracolo Germania si deve anche alla riforma sul lavoro dove l’apprendistato (su cui ha puntato il governo Berlusconi) è stato proprio una delle leve per contrastare la precarizzazione. Il prossimo decennio vedrà l’offerta di 80 milioni di posti di lavoro nella Ue di cui il 50% generati dalle piccole e medie imprese. E la maggior parte richiederà lavoro qualificato. Ecco perché è importante la formazione continua e professionale sul modello tedesco che ha dimostrato efficacia”.

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