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Parlare di innovazione, nuove tecnologie e di tutte le opportunità che il web offre è bello, ma la potenzialità di internet spesso si scontrano con la dura realtà che specialmente nel contesto italiano si rivela particolarmente ostica; se i problemi legati alla mancata copertura della banda larga in molti comuni del nostro paese vede i cittadini ingegnarsi per trovare nuove soluzioni a questo problema, la buona volontà per quanto sia ammirevole, non può ancora nulla su un dato di fatto: la velocità di internet in Italia è bassa.
Parlare di innovazione, nuove tecnologie e di tutte le opportunità che il web offre è bello, ma la potenzialità di internet spesso si scontrano con la dura realtà che specialmente nel contesto italiano si rivela particolarmente ostica; se i problemi legati alla mancata copertura della banda larga in molti comuni del nostro paese vede i cittadini ingegnarsi per trovare nuove soluzioni a questo problema, la buona volontà per quanto sia ammirevole, non può ancora nulla su un dato di fatto: la velocità di internet in Italia è bassa.
I dati dell’AGCOM – L’autorità per le garanzie nelle comunicazioni a Luglio pubblica i dati della rete mobile. Lo studio è stato focalizzato nel periodo compreso tra il 15 Novembre e il 21 Marzo 2015, prendendo in considerazione Tim, Vodafone, Wind e H3G, con rilevazioni fatte però su una singola città per ogni regione italiana. Il risultato che ne viene fuori è una media in download di 6.7 Mbps (in precedenza 6.2 Mbps), con Tim a 8.4 Mbps seguita da Vodafone (7.4 Mbps), H3G (5.9 Mbps) e Wind (5.1 Mbps). Anche i numeri medi in upload aumentano con 1.7 Mbps di media rispetto alla precedenti rilevazione che dava 1.5 Mbps. TIM e Vodafone raggiungono 1.9 Mbps, H3G (1.5 Mbps) e Wind (1.3 Mbps).
Anche se ci sono dei margini di miglioramento rispetto a prima, i numeri non sono proprio il top e con soglie abbastanza sotto la media per le città del sud come Napoli, Campobasso, Reggio Calabria e Palermo (anche se al nord Aosta presenta numeri analoghi); per dovere di cronaca gli operatori hanno protestato non ritenendo soddisfacente la validità di questi dati presentati, qualcuno potrebbe aver da ridire sul fatto che sono presi a campione solo le città principali delle singole regioni, ad ogni modo l’indagine offre un quadro di massima che nonostante tutto offre spunti interessanti.
I dati dell’Akamai Technologies – Il rapporto sullo stato di internet è uscito a Gennaio di quest’anno e prende in considerazione il terzo trimestre del 2014 con una misurazione effettuata tramite Akamai Intelligent Platform. Lo studio è stato effettuato in ben 54 paesi del mondo, fornendo anche in questo caso i numeri del mobile. Senza sorprese riscontriamo la performance della Corea del Sud che da 15.2 del precedente trimestre, passa a 18.2 Mbps, il dato più sconfortante invece è il triste primato in negativo dell’Iran che si ferma ad un misero 0.9 di media. L’Italia pur non toccando livelli così bassi come quelli dei persiani, è certamente molto lontana dai primati dei coreani,poiché la nostra media è di 4.8 Mbps. Se invece analizziamo la velocità media di picco risaltano i 98 Mbps di Singapore contro i miseri 3.3 dell’Iran. In sole nove nazioni il picco è stato superiore ai 50 Mbps, mentre in altre quaranta supera i 10 Mbps, l’Italia si afferma a 36 Mbps.
La Ookla, compagnia specializzata nei test a banda larga e in applicazioni diagnostiche di rete, permette di poter effettuare degli speed test sullo stato di salute e sulla velocità delle nostre connessioni, fornendo informazioni e dati preziosissimi della maggior parte dei paesi del mondo. Le informazioni sono sia per la banda larga che per il mobile. Per quanto riguarda la velocità in download, l’eccellenza è rappresentata sa Singapore, Hong Kong, Corea del Sud e Giappone, rispettivamente con 105.26, 94.41, 90.31 e 67.83 Mbps. L’Italia è ferma a 9.2 Mbps e giusto per avere un confronto con gli altri paesi europei, c’è la Spagna (28.0 Mbps), l’Ungheria (32.7 Mbps), Islanda (40 Mbps), Francia (37.5 Mbps), Grecia (9.8 Mbps); peggio di noi solo paesi dell’ex Jugoslavia. Nella “classifica” generale stiamo praticamente alla posizione 96, tra il Nambia e la Dominica. Se invece controlliamo l’upload, ai vertici abbiamo sempre Hong Kong (90.07 Mbps), Singapore (86.05 Mbps ), Corea del Sud (84.90 Mbps), mentre l’Italia viaggia a 1.9 con il solito confronto impietoso anche con le altre nazioni dell’UE, posizionandoci a livello mondiale al 157 posto a pari merito con Cipro ed El Salvador, poco sopra il Guatemala e l’Afghanistan. Le cose vanno decisamente meglio sul mobile, ma di certo non possiamo dirci competitivi con il resto del mondo. I dati in questione sono in continuo aggiornamento, ma se si effettua un confronto con il passato, i numeri non sono mai stati particolarmente confortanti.
Su queste basi si evince che il quadro generale non è particolarmente confortante e la domanda che ci si pone è come sia possibile parlare di sviluppo se un’infrastruttura quale internet risulta essere così precaria e poco competitiva con il resto del mondo? Soprattutto in considerazione degli sviluppi del web, dei numeri dell’e-commerce e di tutta l’economia che gira intorno alla rete, sembrerebbe che stiamo perdendo l’ennesimo treno per poter dare uno slancio al nostro paese.
Aggiungiamoci anche il digital divide con tutti i problemi legati all’alfabetizzazione digitale e il quadro è tristemente completo.